Intervista a Soew                                                                                indietro
                                                                                                     -Testo: Vetro
-Ciao Soevv! Come stai?       -Ciao, qui tutto bene! E’ un ottimo periodo per me, pieno di novità, nuova linfa vitale che mi scorre dentro e che mi lascia basito ogni volta che la lancetta dei secondi avanza sul mio orologio. Mi sento una persona completamente rinnovata e di conseguenza
pure il mio approccio alle lettere sta prendendo nuove strade anche se cerco di non distaccarmi più di tanto dal percorso che ho imbastito in questi 13 anni di attività sulle strade. Da qualche mese  vivo con molta più serenità tutte le mie giornate anche se dalle ultime cose che scrivo a fianco ai miei pezzi non sembra. In questo periodo mi sento così bene che riesco tranquillamente a prendere la Negatività come forma di ispirazione senza che la mia persona venga intaccata da questo percorso. Mi piace dipingere seguendo un ciclo, un periodo nel quale mi concentro su particolari aspetti che cerco di trasmettere poi con l’evoluzione del lettering e con le frasi che accosto a quello che dipingo. Il ciclo attuale è quello della Negatività, del dolore. Vi sembrerò un po’ dark magari, ma ogni volta che scelgo di indagare su un particolare aspetto della vita mi riempio di coscienza di me e mi evolvo, non solo a livello di lettering ma su qualsiasi cosa che è legata a me.
 

-Di cosa ti occupi di questi tempi?                                                                     -Principalmente sono focalizzato sul dipingere. Pur essendo un writer che punta soprattutto alla qualità piuttosto che alla quantità ci tengo a mantere un buon ritmo produttivo, sostanzialmente per comunicare più a fondo e in maniera più marcata quello che sento di dover dire là fuori. Oltre a questo è un periodo di grandi scelte, dettato anche dal fatto che mi avvicino sempre di più ai 30 e voglio concretizzare qualcosa a livello lavorativo. Per questo motivo seguo qualunque progetto sia legato all’immagine e alla comunicazione stando attento però a non farmi mai troppo strumentalizzare. Mi piace immergermi nello schifo che ci sta in giro, guardare il “nemico” negli occhi per poi sfruttarlo e cercare di sfotterlo cambiando , nel mio piccolo, le cose. Forse solo perché qualcuno presta attenzione ai piccoli messaggi che, senza troppe pretese, cerco di diffondere: messaggi di realtà o almeno quella che io percepisco come tale.  Ultimamente mi sto interessando al settore dell’audio/video e sto creando un nuovo gruppo con base a Roma per realizzare dei corti o anche video musicali. E’ un progetto ambizioso ma non voglio dire nient’altro per scaramanzia.   Mi ritrovo sempre a riempire i miei quaderni di idee, pensieri. Scrivere per me è una grande passione!

 
-Sappiamo che ti sei trasferito da Pesaro a Roma, come mai?                        -Già da tempo sentivo opprimente la mia piccola realtà di provincia dalla quale provengo che non aveva più nulla da offrirmi sotto nessun aspetto. Tutt’ora torno raramente a Pesaro e se lo faccio è solo per passare un po’ di tempo con la mia crew, la mia sorellina e pochissimi altri amici. Mia madre, che è originaria di Praga, mi ha sempre insegnato che sono le grandi metropoli a offrirti stimoli e opportunità cosicché, dopo la mia rottura con Lah Mora e la conseguente conclusione di molti progetti che mi legavano alla mia città natale, ho deciso di trasferirmi a Roma della quale mi sono innamorato subito, forse probabilmente grazie a una ragazza che è stata un’ ottima “Cicerone”. Roma è grande fonte di ispirazione per me e un ottimo posto nel quale vivere.                   
Non c’è un motivo preciso…colpa del mio solito diavoletto che mi spinge a quotidianamente a esplorare e cambiare luoghi e persone con le quali condividere le cose buone e quelle cattive.
-Hai molti amici a Roma?                                                                                       -Mi ritengo molto fortunato sotto questo aspetto perché ho trovato degli amici fantastici che in poco tempo sono diventati come dei fratelli per me:180, RWRZ, Pigneto Ruless, East Side Rome! ;) Vivo molto la realtà del mio quartiere (il Pigneto) dove vive la maggior parte della mia familia romana e mi piace amalgamarmi con la vita notturna della capitale. Amo andare nei club a divertirmi e in questi sei mesi a Roma ho conosciuto un sacco di persone simpatiche a cui vanno tutti i miei saluti.
 
-In questi giorni ho avuto la possibilità di intervistare BOl, ho visto che vi siete ritrovati diverse volte a dipingere assieme, che rapporto hai con lui?                                                                                                                          -Ho sempre stimato i 23rec come writers e ho avuto anche il piacere di stimarli come amici. Prima di tutto Bol e Snoopy sono soprattutto amici con i quali mi piace fare baldoria la sera. E’ logico che di conseguenza mi ritrovo con grande piacere davanti un muro a combinare qualcosa. Per me l’amicizia è il primo valore che il writing dovrebbe veicolare. Quando mi trovo un writer davanti mi interesso prima di tutto alla persona e poi allo stile (le due cose si spera che siano poi legate!).
 
-Hai anche un gran rapporto con i ragazzi di Palermo e con la Sicilia in generale, parlaci di  come è nato questo rapporto.                                                                                                                -Il mio rapporto con la Sicilia è nato grazie alla mia ex fidanzata per la quale mi sono ritrovato molto spesso nella vostra meravigliosa isola. In cinque anni ho imparato ad apprezzarne pregi e difetti tenendola nel cuore come una seconda casa. Palermo è marchiata a fuoco sul mio cuore grazie anche all’amicizia che mi lega al gruppo Gotaste. Sono persone fantastiche che mi mancano ogni giorno, per le quali ho una stima immensa. Anche la città, come tutta la Sicilia, con i suoi profumi e colori, è parte di me. Un amore che continua nonostante la fine del rapporto che mi aveva portato a conoscere la più bella regione dello stivale. Traghettare è sempre un’emozione forte;) (NO AL PONTE SULLO STRETTO!)

-Avevi iniziato un progetto musicale, in che posizione si trova adesso?    -AHAHAHAHA! Non pensavo che qualcuno si ricordasse ancora del mio passato canterino. Beh, tutti i progetti sono stati definitivamente chiusi. L’ambiente musicale dell’hiphop italiano, a parte le meravigliose dovute eccezioni, mi disgusta un po’ con tutti i suoi giochetti manipolati da schifose prime donnette. Io sono legato allo scrivere rime in modo più genuino e meno costruito tanto è vero che ho chiuso sì i battenti, ma mi ritrovo sempre con gli amici a fare freestyle e continuo a scrivere per me a casa mia. Si tratta della mia evoluzione personale, come con le lettere, che voglio portare avanti perché la sento come una cosa mia seppur non sentendomi più a mio agio nel contesto produttivo. Per il resto ho delle forti pulsioni a produrre musica e credo che, il più lentamente possibile, farò qualcosa di strumentale da cacciare fuori in qualche magari. Sto pensando a una rivisitazione del funk/rock e del suono tipico degli anni ‘70. Ma è solo uno dei tanti progetti infilati in un cassetto ed è sicuramente una cosa che richiede uno studio preventivo non da poco

pur essendoci già  una base di amore e di conoscenza dettatada pura passione. Non mi piace immischiarmi in nulla se non ho un piano di azione ben preciso anche se ultimamente vivo più alla giornata e questo si riflette anche sulle idee che elaboro.
 
Soevv da quei vecchi numeri di "Al" (o Aelle) (con cui l'ho conosciuto) ad oggi in cosa è cambiato artisticamente?                                                      -Prima di tutto sono cambiato io come persona. Credo che solo pochissime persone potrebbero testimoniare quanto io sia immensamente cambiato pur mantenendo sempre quello spirito pazzerello che mi accompagna fin dagli esordi. Questo è dovuto al fatto che in questi anni che sono passati ho viaggiato molto, ho fatto esperienze a 360 gradi mettendomi sempre in discussione e con l’attitudine di un carcerato affamato che vuole uscire fuori dalla gabbia dentro il quale è stato messo dalla nascita. Immaginate un po’ voi quale può essere questa gabbia! Comunque lo stile mi ha seguito fedelmente ed io lui. Diverse volte abbiamo parlato di come andare avanti e ci siamo sempre trovati d’accordo nel rimanere sempre fedeli a noi stessi. Non so se mi spiego ma intendo del portare in ogni passo avanti un pezzo di quello che è servito da lezione nel passato. Quando costruisco frammentariamente le mie lettere penso sempre a trovare soluzioni nuove ma buttandoci dentro anche tutto quello che negli anni ho sperimentato e preso come mio. Migliorare le cose vecchie e usare le nuove per portare tutto al prossimo livello. Questa è la mia logica quindi, precisamente, non ricordo con che concatenazione ho trovato vari inghippi per armare i miei lettering. A parte un attenzione maggiore alla precisione che mi hanno trasmesso i miei writers italiani preferiti che sono anche i miei partners in
 crime: Ares, Zelda, Sera, Boost…Writers come loro, con un ottimo connubio tra idee, stile e tecniche sono stati di grande insegnamento e penso di dovergli molto oltre che ai maestri di newyork che ormai ho stracitato mille volte. Il resto è frutto della mia mente deviata.
 
 -Parlaci un po del tuo stile, di come è nato e come si è sviluppato.                                                                                                             -Se frammento tutto è perché tutto è frammentario e frammentato in sto mondo. Taglio e cucio pezzi di me e li distorco in linee per presentarmi agli altri ed eccomi qua. Si tratta di una mentalità con la quale filtro tutte le stronzate e le cose buone che ci sono nella vita e le ripropongo in modo abbastanza naturale. Così naturalmente, dunque, è nato è così morirà con me. Come ti ho già detto si sviluppa con me che mi sviluppo. Un cavolo di tavolo di ping pong dove la pallina rimbalza a ritmo di funk.;)
-Se ci sono, quali sono i tuoi progetti futuri?                                                   -Ormai vivo troppo alla giornata per pensare al futuro anche se sta sempre
lì ad incombere. Ma io me ne frego e preferisco cercare solamente di sorridere alla fine di ogni giornata.
 
-Vuoi aggiungere qualche cosa o fare dei saluti?                                            -Voglio aggiungere un bel dito medio a tutte le cazzate che ci propinano la fuori. Ricordatevi che la realtà è solo quella che vedete coi vostri occhi. La vostra realtà non quella che vi dicono di vivere! Usate la vostra cosa, qualsiasi essa sia, per ribellarvi alle catene che vi mettono ai piedi, alle ingiustizie e alle ipocrisie. Difendete quello in cui credete e basta. I miei saluti a tutti i miei guaglioni in Sicilia. Props a voi, Gotaste, TSF e HP. Pace alla mia famiglia napoletana, alla mia gente di Roma, KNM e a tutti i miei amici sparsi da Nord a Sud dell’ Italia.Ci si becca in giro!
 
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sito ufficiale: www.soevv.com
 
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