| Intervista a :: Sano :: indietro | |
| -Testo: Kandy | |
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Matteo è un ragazzo come dice lui “Romano de Roma”, anche se ha origini calabresi da parte paterna e pugliesi da quella materna, ma oltre a questo è un personaggio di rilievo nella scena romana; forse non tutti sanno che gli sono stati conferiti due dischi di platino e che è proprio lui il fautore del pezzo Shimi che ci ha accompagnato tutta l’estate; questo ed altre piccole chicche vi aspettano in questa intervista che più che altro è stato un piacevole scambio di opinioni dopo un pranzo piccante (ho cucinato io!). |
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-Cominciamo con la solita domanda di introduzione per capire meglio come è nato Sano. Allora quando e come ti sei appassionato alla musica? “Forse un po’ per gioco qualche anno fa. Partendo dal fatto che non ho vissuto il periodo “Old school” per motivi logistici e di tempo, di conseguenza il mio primo approccio alla musica è stato inerente a robe commerciali. Comunque ,verso i diciassette e i diciotto anni, ascoltando i pezzi alla radio mi sono chiesto :“perché io non lo posso fare?”; così con i pochi mezzi che mi ritrovavo a disposizione, ho iniziato a riprodurre ciò che sentivo. All’epoca utilizzavo “Music” un programma stupidissimo della la Play Station, che non era altro che un sequencer/sampler ma era molto limitato inoltre doveva esser collegato al computer per farlo funzionare al meglio, ma all’epoca non avevo nemmeno quello. Ricordo che una volta incontrai Piotta vicino casa mia, era un punto di riferimento, gli chiesi che strumenti utilizzassero lui e Squarta mi rispose che usufruivano dell' Akay 950 ed un Atari come sequencer, io risposi “io invece uso la Play Station” ed ovviamente lui mi rise in faccia. A diciotto anni mi ha hanno regalato un campionatore(praticamente inutile) e da li ho iniziato ad investire nei macchinari, inoltre ho iniziato a studiare la musica, i particolari suoni e a capire come funzionassero certe cose.” -Presa familiarità con la musica sei entrato a far parte di un gruppo o lavoravi da solo? “Si, all’inizio abbiamo formato un gruppo io e due miei amici: “400 Colpi”. Ci incontravamo dopo la scuola, successivamente per evitare magagne abbiamo cambiato il nome del gruppo in quanto abbiamo scoperto che già ne esisteva uno Ska, quindi abbiamo lasciato solo “400” e gli abbiamo aggiunto davanti "Banda", perché ormai già era stata realizzata la grafica. Tutt’ora esiste ancora il gruppo, al quale si è aggiunto un componente più giovane (mio cugino, Giant) che ha preso il posto lasciato da uno dei vecchi membri allontanatosi dopo l'uscita del primo Ep ufficiale.” -E tu perché non fai più parte del gruppo? “A dire il vero c’è stato un periodo in cui non ci siamo proprio parlati per motivi vari, inoltre a livello artistico non ci sentivamo i sintonia, ma essendo amici abbiamo cercato di mettere l’amicizia prima di tutto. Anche se ho sempre detto di non far parte del gruppo al 100% , collaboro con loro ci lavoro, faccio le basi, inoltre stanno registrando da me.” -Come è proseguita la tua strada artistica? “All’inizio nel 2001 registravamo allo studio di Fuji , li abbiamo conosciuto altre persone, tra le quali i Truce Boys, quello non solo l’unico studio con prezzi accessibili e soprattutto con gente che aveva quel tipo di orecchio, ma soprattutto un punto d’incontro. Praticamente lì abbiamo allargato il nostro giro di conoscenze, poi i Truce Boys hanno ascoltato le mie basi, alcune se le sono prese per il disco successivo. Da li il nome si è un po’ sparso, infatti ho collaborato con Piotta, con gli Inquilini, le più recenti cooperazioni sono state con Amir, Santo Trafficante di cui mi sono occupato del nuovo album che uscirà a breve.” -Raccontaci un po’ il procedimento “tipo” quando qualcuno ti commissiona una base. “Invito l’interessato da me per fargli ascoltare qualche base che ho già per capire bene o male qual è il tipo di suona che cerca, se ce n’è qualcuna che gli interessa ed è libera gliela do ovviamente. Mi è capitato che due artisti volessero la stessa base, allora ho semplicemente detto “mettetevi d’accordo voi”, ma è difficile trovare punti d’incontro perché le persone cercano sempre l’originalità, infatti già non gli sta bene se quella base l’hai fatta sentire a qualcun altro o se l’hai messa sul Myspace, per esempio. Comunque preferisco che venga da me, perché ho la possibilità di lavorarci subito; inoltre prima di tutto mi informo dal punto di vista musicale sull’artista così già posso immaginare cosa possa fargli piacere. E poi iniziamo a lavorare assieme.” -Come si comporta un Producer che realizza basi nei confronti di chi gliele commissiona? “Io ho sempre dato le basi gratis, nella speranza che mi entrasse qualcosa o magari notorietà, però ci sono momenti in cui tu dai le basi e senti che la cortesia non viene ricambiata, allora ti devi parare un po’ il culo. Quindi devi porre delle condizioni. Ora le vendo perché comunque io ci passo giornate per farne una, un’altra per metterla a posto o mixarla. Inoltre avendo collaborato con gente di Milano e gente di giù, mi sono reso conto che qui a Roma la gente si prende dieci basi e dopo otto mesi ti dice “guarda ne uso una o due”. E ti rode non perché non le abbia usate, ma perché ti ha fatto perdere tempo a realizzarle e te le ha tenute ferme per troppo tempo. Molta gente potrebbe male intendere il mio pensiero, ma si tratta di un dare e un avere reciproco. Ad esempio se io ti chiedo i soldi per una base , tu me li chiederai quando dovrai cantare sul mio disco; oppure io ti do due basi gratis e poi tu canti gratis per me, ma non c’è questa mentalità di far girare i soldi, anzi vige sempre il “semo amici e volemoce bene”, io la prendo come un lavoro, sono amico solo dei miei amici.” -Lavorare col computer anziché con i vinili è sbagliato secondo te? …..(Sano scuote la testa..) “Già sapevo che mi avresti fatto sta domanda e bloccato sull’Olimpica mi preparavo un discorso lineare, ma me lo sono scordato puntualmente. C’è stata sempre questa cosa di ostentare il campione preso dal vinile. Secondo me c’è chi nasce fortunato con i soldi e chi no; c’è chi nasce in una famiglia in cui il padre si ritrova mille vinili ed è più avvantaggiato di quello che invece ha solo i CD; c’è chi nasce in un certo periodo e quindi cresce con un determinato suono e chi come me, cresce ascoltano Albertino, Molella; infine è anche una questione logistica, io che nasco qui in Italia un disco di un artista sconosciuto Americano dove vado a prenderlo? Se ero nato in America magari me lo tiravano in faccia. Qui che ti prendi? Timbaland ha campionato Lucio Dalla, sul disco di T.I. c'è un sample di Loretta Goggi e così via... Prova a farlo qui... Secondo me l’importante è che uno faccia quello che può, nel migliore dei modi con i mezzi che ha indipendentemente dal vinile o da un MP3. Naturalmente se poi uno ha la possibilità di prendere il disco dal vinile più tosto che dal CD, ben venga io non ho nulla da obiettare, anzi. Anche io ho comprato dei vinili, ad esempio adesso è uscito il pezzo di Nas “Hip Hop is dead” con il campione di "In a godda da vida" degli “Iron butterfly”, io quel campione me lo ritrovo da parecchio addirittura in doppia copia e con quello ho fatto delle basi , ma lavorare con i campioni non è che mi piaccia tanto. Ora arriva Nas che ha la base con quel campione magari preso paro paro aggiungendo un beat e dei breakbeat ed è un successo, se lo facevo io non era la stessa cosa. E ciò succede con DJ Premier ed altri che prendono i campioni pari pari (certo, non sempre), in America non si fanno tante pippe mentali di tagliare e scegliere le parti come accade da noi. Chi si può permettere di fare sti discorsi è solo colui che è arrivato ad un certo livello e dice “bene adesso sono arrivato a sto punto e voglio fare una cosa un po’ più particolare”, qui lo fanno solo per essere diversi.” -Che differenza vedi tra il rap fatto in Americano e il nostrano? “C’è una differenza di pubblico, il rap lì se lo sente anche il 50enne cosa che non accade qui. Poi io ho una teoria tutta mia: reduci da una guerra che non ci ha lasciato nulla, la gente è legata a quelle canzoni che sono uscite dopo l’evento mondiale, che in fin dei conti sono canzoni importate dall’America e che hanno tradotto ad esempio Celentano, Little Tony che si sono creati un mercato all’epoca evitando il ricambio generazionale della musica. Nel caso del rap è la stessa cosa, molti conoscono il genere, ma solo ciò che ti fanno vedere in televisione. Uno si può sentire 50 cent come può sentirsi Mf Doom, ma se qui i coatti si ascoltano il rap non è di certo grazie a quest'ultimo.Quando qui in Italia c’è stato il bum del rap qualche anno fa molti artisti invece di portarlo a tutti, l’hanno reso una cosa underground. Quindi quello che dovevano fare anni fa lo stiamo facendo noi adesso, però è sempre visto come fenomeno politico, sociale ad esempio anni fa mi dicevano “Te sei una zecca” e questo perché questo tipo di ambiente è sempre gravitato (erroneamente) intorno ai centri sociali. Prima di fare determinate scelte musicali (assurde al momento) bisognerebbe attirare l’attenzione di più persone possibili e portarlo a tutti. Certo, esiste modo e modo...” -Parliamo della tua musica, definiscimi il tuo stile. “Senza fare il presuntuoso o il coatto, se ascolti i miei pezzi ti rendi conto che il mio suono è “nuovo”, è diverso. Forse dipenda dal fatto di non utilizzare i vinili, vado un po’ contro tendenza. Ti ripeto io sono cresciuto sentendo i Datura, gli Usura, Fargetta, Prezioso, etc... non che faccia quella roba ma naturalmente mi tornano in mente in maniera inconscia certi tipi di sonorità. Comunque ad oggi tu non riconosci il mio stile, perché purtroppo le cose escono sfalsate. Ad esempio capita che io do una mia base ad una ma esce dopo un anno, io in quell’arco di tempo ho cambiato suono ho realizzato cose diverse e quindi non segui il filo logico della mia evoluzione musicale. Io cerco di essere abbastanza eclettico, perché essere tale ti permette di lavorare con molta più gente, poi il fatto dello stile è importante, ti posso dire che nelle mie ultime basi riesci a riconoscermi perché lavoro in un certo modo uso determinati suoni.” -Quindi sei contento del fatto che la gente ti riconosca nella musica che fai? “Ti dirò, io sono molto più contento se la gente iniziasse a prendere il libretto del CD a sfogliarlo e a dire:”A questa l’ha prodotta M. Altomare, chi è Altomare?bene Sano”. Quindi sarebbe meglio se la gente desse più attenzione ai credits del CD, anziché badare a come suona o come non suona, quello è un lavoro successivo prima ti devi informare poi ascolti. Però questa è una cosa che non accade perchè come fai ad informarti se ti scarichi tutto da internet? Sinceramente anche io scarico, |
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| ma mi interessa avere il CD originale per vedere la grafica, chi l’ha realizzata; chi ha mixato il pezzo, in che studio; chi ha prodotto la base, capito? Quindi compro l’originale o limite faccio a cambio. Comunque riconoscere il mio suono è difficile, perché anche se vedi la mia discografia, ti rendi conto che sono diverse l’una dall’altra giusto le cose che sto facendo adesso sono “riconoscibili”, però escono su prodotti differenti e magari la gente non li ascolta tutti.” |
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-Parliamo dell’incontro con Amir e di Shimi il
singolo uscito questa estate. “Allora io lavoravo con questo mio amico Fuji in questo studio che ti dicevo, e avevamo in mente di portare avanti un progetto che si chiamava “Volcano” quindi occorreva sottoporlo all’attenzione di alcuni artisti, all’epoca Fuji che conosceva Amir decise di chiamarlo. Lui scelse una mia traccia che poi è la base del singolo Shimi uscito questa estate. Personalmente non la reputo una delle basi più belle del disco, e se fosse stato per me (obbiettivamente parlando) non l'avrei scelta come primo singolo, ma queste sono scelte che non spettano di certo a me... E' ovvio che comunque sono contentissimo che sia stata apprezzata a tal punto. -A questo punto partendo da Amir (chiediamo scusa in anticipo ad Amir, ma è stato preso solo come esempio) tiri in ballo un’altra domandina tra le mie preferite. Nel rap credi che esistano artisti che per avere successo si creino un personaggio? “Si, ci sono molti esempi a disposizione: a Frankie Hi-NGR hanno costruito il personaggio con questi occhialoni, infatti se ci fai caso il suo logo raffigura degli occhiali; Caparezza è riconoscibile dal cespuglio che ha in testa; per Amir puntano sul fatto che è "straniero"; Mondo Marcio ha avuto un percorso di crescita difficile; Fabbri Fibra deve fare lo scoppiato; Piotta il super cafone. Io mi rendo conto del compromesso che occorre fare, ma a me da fastidio il fatto che debbano crearti il personaggio per bucare lo schermo, io sono contrario perché uno deve far conoscere la propria musica e non la propria persona, mi da fastidio mettermi in primo piano su una cosa che non è nemmeno vera e/o viene esasperata.” -Al momento stai lavorando a un tuo prodotto? “Si, io conto di far uscire il mio disco prima della mia morte….no scherzo! Mi piacerebbe fare un disco, ma a forza di lavorare per svariata gente, non riesco mai a tenere le basi fiche per me. Intanto l’ho ufficializzata, ne ho parlato con alcune persone ed ora vediamo; anche perché io vorrei avere un ruolo centrale nel disco. Il disco di un produttore è diverso dal disco di un artista, perché quest’ultimo ascolta le diverse basi e cerca di dare un suono più o meno omogeneo al disco, per il produttore è differente, lui chiama vari artisti compatibilmente con l’intenzione di lavorare sul disco, gli da le basi e loro ci fanno un pezzo sopra, ma non voglio realizzare una compilation.” -Allora grazie mille di averci dedicato parte del tuo tempo, e che dire aspettiamo tutti l’uscita del tuo album. “Va bene. Saluto le ragazze, e fatevi dare il mio numero da Adriana tanto ce l’ha... (ride). Ascoltate tutte le cose che vi capita, ma senza pregiudizi.” Per info andate su www.myspace.com/sanobeat www.myspace.com/banda400 www.banda400.com |
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