Intervista ai :: Cor Veleno ::                                                            indietro
                                                                                                    -Testo: Kandy
Eccomi qui nello studio di registrazione dei Cor Veleno, che dire è stata un’impresa arrivarci ma alla fine ce l’ho fatta. Da alcune interviste lette in passato avevo avuto la sensazione che fossero persone comuni e semplici e
sinceramente così è stato. Subito mi hanno messo a mio agio e senza alcun problema si sono prestati a questa intervista trasversale, un po’ fuori dal comune, e lo dimostra già la prima domanda….che cattiva che sono certe volte! Inutile, iniziare con la solita domanda chi sono i Cor Veleno. Ormai tutti (si spera) hanno letto la vostra biografia, se non lo hanno fatto comunque sanno qualcosa di voi; ragion per cui vorrei cominciare in modo particolare facendovi una domanda provocatoria, osé che non credo vi abbiano mai posto:

-Fare l’amore o fare musica?

Squarta: “O Gesù!!!!”

Grandi Numeri: “Non è assolutamente una domanda osé! Noi con la musica a seconda di come la facciamo e di cosa vogliamo esprimere ci scopiamo o ci facciamo l’amore; fare l’amore è una cosa vitale…”

Squarta: “Si possono fare tutte e due le cose assieme? Fare l’amore ascoltando la musica fare la musica come se facessi l’amore (a spingé, a spingé forte!).”

-Proseguendo, come è nato l’amore per l’Hip Hop?Uno di voi realizzava tag e graffiti se non erro “Grandi” , giusto?

Grandi Numeri: “Io graffiti non ne ho mai fatti, più che altro ho fatto parte di crew che avevano al loro interno anche writers sono cresciuto con la scena romana degli albori. Per quanto riguarda i tag , facevo parte di una crew di Roma che si era prefissa di fare i tag per la capitale, poiché c’erano solo quei 3 0 4 che taggavano che facevano parte della scena Old School.

Però ci abbiamo pensato noi a bombardare la città con questa crew che si chiamava “M.T.C” (Mega Tagger Crew), tra questi ci stavano: Dean (Bernard), Aimè (Aceto), poi c’erano altri ragazzi afro-francesi che vivevano a Roma.”

-Perchè poi hai smesso?

Grandi Numeri: “Bhè, non ho smesso; i tag sono una cosa che appartiene alla prima fase di innamoramento che c’hai dell’Hip Hop. I tag sono una cosa che sviluppi più in sordina, perché ancora conosci poco, però ti piace questa cosa. Dal punto di vista visivo, penso che i graffiti siano la cosa che colpisca di più la gente, poi che so c’è la break o il b.boyng che colpiscono l’anima, poi ci sono gli scratch che la stracciano in due, e poi c’è la musica che ti riempie il cuore:il rap.”

Squarta: “te strappa le mutande, la musica te strappa le mutande”

-Avete iniziato molto giovani a fare rap, se ricordo bene verso i 15 anni avete fatto il vostro primo live col nome “2 facce da culo”. Come siete approdati sul palcoscenico?

Grandi Numeri: “Con due facce da culo! Infatti il nome è nato cinque minuti prima di salire sul palco, eravamo io e Primo, facevamo questi Demo che tenevamo soprattutto a livello underground, perché c’era poca la gente che volesse ascoltare Hip Hop italiano,intendo fatto in una certa maniera. Inoltre era il periodo in cui iniziavano a farsi conoscere molti gruppi rap italiani che rappavano in inglese, e in alternativa a quelli c’era molta confusione, poiché veniva fuori molta roba dalla scena antagonista/alternativa degli Squat che in Italia erroneamente veniva chiamata “Posse” ma era giusto per definire un fenomeno. Noi avevamo tantissimi pezzi, e gli amici che ci conoscevano già stavano in fissa, perché comunque questi Demo giravano.

Però non avevamo mai fatto nessun live, fino a quando c’è stato il primo Zulu Party tenutosi a Roma presso il Palladium, organizzato da Crash kid(R.I.P.) , che era un po’ come un padre per noi, e da Stand un altro writers che all’epoca si chiamava “Cromo”, poi c’era anche Luca De Gennaro che in quel contesto,curiosità, fu proprio lui a presentarci ed inoltre faceva anche da DJ a Frankie col nome di “DJ Cifra”; praticamente avevano organizzato questa cosa fichissima con tanti gruppi da tutt’Italia e di Roma c’eravamo solo noi; sta cosa mi aveva preso benissimo addirittura ricordo ancora i pezzi: “Maledetto affare”, “Percossi” e poi “Due facce da culo”

Squarta: “Quanti anni avevi? E in che anno?”

Grandi Numeri: Dicembre ’92 e quanti anni avevo non me lo ricordo e comunque non penso sia così importante.Quanti anni avessi sono cazzi miei!17

-Contemporaneamente cosa succedeva a Squarta o meglio come hai iniziato te?

Squarta: “O Dio, mica mi ricordo io! Mi ricordo che mia madre mi ha regalato all’età di 12-13 anni, un cazzo di CD in cui c’erano delle cose rap all’interno, lo stavo ascoltando a scuola, li c’erano altri due che facevano rap e abbiamo deciso di formare un gruppo i “Criminal Posse” (ne approfitto per salutarli caso mai leggessero questa cosa) con altri ragazzi eravamo 4 in tutto.”

Grandi Numeri: “E il primo live?”

Squarta: “A 14 anni ad una festa di paese nella piazza di Formello vicino Roma, una cosa incredibile; poi successivamente altri live al centro sociale al “Break out”

-Avendo iniziato così presto, suppongo che abbiate dovuto rinunciare a qualcosa, ad esempio all’istruzione di un istituto scolastico, giusto?

Squarta: “No. Ma in realtà all’età di 16 anni mi hanno bocciato una volta, perchè la mattina compravo i dischi, col gruppo stavamo a fare i cazzoni, le prove e quindi un anno mi sono fatto bocciare perché non ci andavo mai a scuola.”

Grandi Numeri: “Anche a me hanno bocciato una volta, però era l’anno in cui i miei avevano divorziato, quindi stavo un po’ così..”

Squarta: “Però non abbiamo rinunciato a niente, abbiamo concluso il nostro percorso scolastico con successo, io sono diplomato al Liceo Scientifico. Inoltre sono andato una volta all’università mi ero iscritto a Psicologia, ma il primo giorno alle 7:00 di mattina già c’era la fila fuori non si entrava, sono tornato a casa e ho detto “va bhè! non fa niente”. E sono andato al negozio di dischi subito dopo.”

Grandi Numeri: “Io ho fatto il linguistico ed ho quando mi mancavano 7-8 esami alla facoltà di Sociologia;Primo è diplomato al classico.”

-Vi sarebbe piaciuto continuare?

Squarta: “Si, però avevo preso una decisione! Inoltre non ho lasciato la scuola per la musica, ma per fare qualcosa di concreto subito”

Grandi Numeri: “Ma sai che c’è? L’università è una cosa appagante nel senso che se tu la vuoi fare, ti può dare molte soddisfazioni a livello personale; però credo che a meno che tu non prenda specializzazioni particolari alla fine, tenendo presente il sistema attuale che c’è in Italia, sono davvero pochi quelli che riescono a farlo diventare una professione. Però noi avevamo altre aspirazioni.

Comunque non escludo l’idea di ricominciare un giorno e finire quel cazzo di corso a via Salaria, oppure iscrivermi a Lettere”

Squarta: “Io se ricomincio, mi iscrivo a Medicina”

-Agli esordi non potevate certo campare di sola musica, quindi penso che abbiate fatto qualche lavoro per mantenervi, giusto?

Squarta: “certo, abbiamo fatto tutti i lavori possibili ed immaginabili, dal facchinaggio al gelataio, il cameriere.”

Grandi Numeri: “ Quando facevo il facchino, consegnavo anche gli elenchi telefonici, e li ho consegnati a molta gente che tutt’ora parla di come vive, di ciò che ha ed io ho avuto la possibilità di vedere effettivamente dove vivono. Insomma la vita per tutti è fatta in una certa maniera, se stai al mondo prima o poi devi cominciare a mantenerti, quello che dico è che se puoi portare avanti una cosa in cui credi (nel mio caso la musica) non devi porti dei limiti ambientali o familiari, perché non è sbagliato sognare, ma sognare per arrivare a qualcosa di concreto e farlo anche facendo quei lavori che oggi giorno la maggior parte di pischelli sfanculano perché troppo umili (ho fatto tra le altre cose il cameriere,il facchino e la notte il dj) e non me ne vergogno, è una dimostrazione di carattere lavorare e mantenersi da soli.”

-In una intervista ho letto che personalmente vi interessate all’ascolto di altri generi musicali. Quali sono? Ci sono dei cantanti nostrani e non che vi piacciono in particolare?

Squarta + Grandi Numeri: “Tutti”

Grandi Numeri: “Comunque faccio una premessa, ossia che io e Squarta abbiamo una concezione della musica moderna come musica nera, anche il rock'n'roll. Fermo restando che abbiamo una sorta di trasversalità fra i generi che è un po’ la cosa che ci ha sempre contraddistinto, nel senso che pur ritenendoci Hip Hop al 1000X1000, tutto ciò che facciamo dipende dalla mentalità che abbiamo nell’approccio alla musica che usiamo per fare quello che è la nostra vita, quindi non ci siamo mai posti un limite per le contaminazioni che possano avvenire di volta in volta”

Squarta: “Ci sono dei dischi troppo belli, che non puoi non ascoltare. Se sei fermo su un unico genere significa che non hai capito un cazzo. Inoltre oggi con l’ausilio del computer e di internet bastano due clik e puoi ascoltarti tutti i generi che vuoi, tutti gli artisti, quindi sentirsi un solo genere di musica e non informarsi su quello che succede è proprio small minded”, cioè hai il cervello come il buco del mio culo: piccolo, piccolo, piccolo…”

Grandi Numeri: “Significa che sei fermo agli anni 80’ q quando la gente si faceva un sacco di pippe mentali per comprare un disco, perché preferiva stare più appresso al genere Metal o al genere Rock. Inoltre è un conto se tu cresci in un ghetto dove la musica che si ascolta è quella, oppure se cresci in un sobborgo di Belfast ascolterai musica celtica, insomma come prima scelta sarà quella poi ti evolvi. Fortunatamente oggi c’è la possibilità di ascoltare vari generi senza diventare necessariamente quello che pensi di essere, ossia se tu ascolti Metal non per forza devi diventare un capellone, o se ascolti Hip Hop non devi per forza girare col cappello in testa. Politicamente (io non sono di nessun schieramento politico) e filosoficamente parlando è un po’ fascista un atteggiamento simile, ossia smettere di essere e diventare un’idea.

-La formazione iniziale era composta da Primo e Grandi Numeri, come mai è subentrato anche Squarta?

Squarta: “Ora ti spiego il primo gruppo fu quello del liceo, poi successivamente conobbi Turi (all’epoca ancora non si chiamava così) in un negozio di dischi, con lui ed un ragazzo della “Criminal Posse” formammo un gruppo che poi si è sciolto, dopo aver conosciuto Piotta dissi “Turi ho conosciuto Piotta, facciamo un mixtape” ed è nata “Robba Coatta”. Successivamente ho iniziato a lavorare ai dischi di Piotta, siccome a Roma ci conoscevamo tutti, loro (Primo + Grandi Numeri) conoscevano me io sapevo di loro, abbiamo fatto un mixtape “La banda del trucido”

Grandi Numeri: “E quella è stata la prima uscita ufficiale che abbiamo fatto assieme; fino ad allora, guarda non voglio dire una stronzata, avremmo fatto una 50ina di live, tra jam e concerti che riuscivamo ad organizzare tramite telefono, quindi abbiamo organizzato queste cosa di cui "21 Tyson" fu il primo singolo ”

Squarta: “In quell’occasione i “Cor Veleno” sono venuti a registrare nello studio mio e di Piotta, ci siamo trovati non bene, me benissimo e da quel momento abbiamo cominciato a frequentarci di più. Poi una sera un nostro amico in comune, “Ibbanez” e durante una cena e ci ha detto: “Ma perché Squarta e i Cor Veleno non fanno qualcosa assieme?”. Da li nel 99’ abbiamo fatto il nostro primo vinile con 3 pezzi “Sotto assedio”; da quel momento io ho lasciato perdere tutto e siamo diventati e Cor Veleno.”….se non c’era ibbanez chissà che succedeva..

-Da dove deriva l’idea di chiamarvi Cor Veleno, e cosa significa per voi?

Squarta: “A Roma è un modo di dire: “Con il veleno”. Quando ti piace una pischella, la vedi ti viene da dire “sto cor veleno”, ti fa sangue. E noi facciamo la stesso roba nella musica, la facciamo con la prepotenza, con la passione, con la preponderanza.”

Grandi Numeri: “In realtà deriva dallo spirito che ci ha sempre contraddistinto.”

-Chi ha curato la parte grafica del logo “Cor Veleno”?

Squarta: “ Principalmente “Ibbanez”, adesso le ultima cose le sta facendo “Zanzi” di “Ape Graphx” che spacca.”

Grandi Numeri: “Poi abbiamo fatto altre collaborazioni grafiche con Starz che ha collaborato ad alcune grafiche e poi molte cose le facciamo direttamente noi.”

-In genere i pezzi non sono altro che lo specchio dell’ anima, in essi vi raccontate e mettete in luce le vostre esperienze personali. Non vi da fastidio che i vostri “fans” sappiano così tanto di voi?

Grandi Numeri: “Tanto per cominciare noi non facciamo musica per i “fans”, ma per noi stessi. Seconda cosa non vogliamo avere dei fans, perché sono una cosa legata al mondo della musica leggera. Inevitabilmente più fai sentire quello che fai, più gira e più sale a livello di esposizione, hai tanta gente che ha passione e ama quello che fai e magari lo puoi definire un fan, però noi parliamo di Hip Hop non ci interessano queste stronzate. Preferiamo più che si crei uno scambio, perché non sto cantando e basta…sto scrivendo di quello che sento, proprio come Squarta che fa i beat dentro casa o in viaggio e mette su un diario tutte le cose che gli vengono; quindi noi mettiamo nella musica tutto ciò che abbiamo dentro, nero su bianco e vogliamo farlo uscire. Poi sai com’è, in Italia la musica per come viene intesa c’ha un po’ l’odore della muffa :a noi interessa che il rap,l’hip hop in generale venga percepito come un mezzo e non come la “musica” che canta tante belle cose i buoni sentimenti ma di fondo ha il suono del falso. Noi vogliamo sfondare le porte e se la gente percepisce come ci sembra quando suoniamo quello che abbiamo scritto va bene così.”

Squarta: “Inoltre siamo gente normale che non vive vite pazzesche e quando scrivi e ci metti del personale è inevitabile che qualcuno finisca nel riconoscersi; noi scriviamo e facciamo la musica per noi stessi e di come la gente lo percepisca ci interessa fino ad un certo punto. Abbiamo notato che mettendoci molto del personale è come se alla gente gli entri dentro e poi è difficile uscirne.”

-Allora proseguendo oramai siete giunti ad un certo livello di conoscenza tale da poter esser soddisfatti, ma c’è qualcosa che rimpiangete del vostro operato?Oppure pensate di aver mai deluso qualche vostro seguace?

Squarta: “Te posso rispondè subito “no, hai voglia ancora di arrivare ad un certo livello!”, ogni pezzo nuovo è un livello superiore, insomma cerchiamo di fare sempre un passo avanti. Possiamo dire di esser arrivati al 2007.”

Grandi Numeri: “Siamo arrivati nel 2007 che raccoglie tutto quello che abbiamo realizzato fino ad adesso; e il fatto che non solo le Major si sono interessate,ma anche le persone che magari prima non conoscevano ciò che facevi, significa che sei riuscito ad arrivare ad un livello superiore, comunque non è un risultato è solo un buon punto di partenza, perchè questo genere deve fare ancora dei passi da giganti e si può fare, altrimenti noi non staremo qui a parlare di ciò, non staremo a fare musica e tu non saresti qui a fare interviste. Il fatto di fare un passo più lungo della gamba, ossia quello di andare con un’etichetta importante (la Sony) “a noi non ce tocca minimamente, perché quello che abbiamo già è nostro”.”

Squarta: “Ora finisci la domanda, perché ti abbiamo interrotto…” “Può esser capitato che qualcuno non fosse d’accordo con le nostre scelte o con il nostro modo di evolverci, ma “sti cazzi”.

Grandi Numeri: “Noi facciamo la musica con il nostro carattere, poiché l’hip hop è il tuo carattere e quello si riflette su tutto quello che fai e fermo restando che il fan classico a noi non ci è mai affascinato poiché a noi interessa fare musica senza bandiere; questa è una cosa che ho sempre detto nelle prime interviste, nelle nostre canzoni abbiamo sempre parlato del fatto che non è un problema il voler andare avanti. Tale concetto lo ritrovi nelle nostre canzoni anche prima di “Rock 'n' Roll”, e se non lo hai capito prima “so cazzi tuoi”.

-PRIMO album comprato?

Grandi Numeri: un 45 giri poi c’erano anche le cassettine ora devo ricordare se ho comprato prima l’uno e poi l’altro. Comunque io sicuramente avrò acquistato dei dischi prima ma finché non ho comprato un disco di Hip Hop è come se non avessi mai saputo che cazzo fosse la musica prima di allora. E il primo album che ho comprato era quello degli Run DMC dell’86’ che mi ha fatto avere la visione di ciò che volevo fare nella vita”

Squarta: “Io ho comprato il primo disco a 10-11 anni con i soldi miei (probabilmente con la paghetta di mia madre) “i’m bad” di “LL cool J” ed era l’87’.”

-Ultimo album scaricato?

Grandi Numeri: “non lo so, non lo so proprio. Probabilmente “Dillo un’altra volta” dei Cor Veleno, che è stata la prima cosa uscita in digitale sotto contratto con H2O, Web-etichetta del gruppo Sony BMG. Inoltre va detto che L’H2O è uscita quest’anno per lanciare l’etichetta, però il nostro album uscirà su un supporto non solo digitale ma anche fisico.”

Squarta: “Io mi sono scaricato un sacco di roba prima e ancora lo faccio e se mi piace un disco esco e lo vado a comprare fisicamente, però il problema che un sacco di dischi a Roma non si trovano.”

Grandi Numeri: “Infatti come vedi ce ne sono molti di qua e altri 3000 dall’altro lato”

Squarta: “Mi sono arricchito di cultura musicale, ma non mi sono arricchito con la musica.”

Grandi Numeri: “Anzi colgo l’occasione per sottolineare il fatto che ci sono tante teste di cazzo che dicono “Ah, tanto loro si sono fatti i soldi, Grandii abita a Trastevere, sono pariolini”. Tutte cazzate, purtroppo per noi i soldi sono fatti per essere spesi; magari c’è gente che pensa che solo perché passano un video su MTV ti arrivino i soldi, “non’è vero!” . Perché “A”: non è vero che ARRIVINO soldi se passano i video in televisione; “B” quando alla radio passano un pezzo non pagano la SIAE :fa schifo,ma tanti cazzi è il sistema.

“C” campiamo solo con quello che facciamo: i live e i dischi. Quindi la gente prima di parlare dei cazzi degli altri,in questo caso i nostri, pensasse ai propri!”

-Ho letto che avete suonato anche all’estero ad esempio in Germania, come è sorta questa opportunità?

Grandi Numeri: “E’ successo per caso, praticamente un nostro amico “Doppio” ch’altre a scrivere su www.hiphop.it, è uno di quelli che c’è stato da sempre nella scena italiana ed organizza live soprattutto per stranieri. Allora in occasione del live in Germania per l’Italia hanno scelto il disco Heavy Metal, e Bomboclat, ci hanno chiamato e abbiamo fatto 3 giorni da paura!

Squarta: “Suonavano una marea di persone, l’unico che è saltato (un peccato) Nas per paura del terrorismo. Pensa che 5 minuti prima di salire sul palco ho detto “Ma che cazzo andiamo a cantà, che questi so tedeschi e non capiscono un cazzo!”; sono stato smentito da povero cretino, appena siamo saliti sul palco la gente ha iniziato a sbroccare ti dicevano “vaffanculo”. E’ la dimostrazione che quando tu sali su di un palco, sei bravo e sai quello che devi fare indipendentemente da dove lo fai se la gente riconosce che sei uno fico ti risponde, se sei farlocco lo sei a Roma, in Germania ovunque. Sali che non sei un cazzo di nessuno scendi che la gente ti viene vicino e ti dice “sei forte cazzo, da paura” e tu rispondi “lo sapevo!”.

Grandi Numeri: “La cosa fica che ai live che organizzavano la sera c’era una media di 60.000 persone, e quando abbiamo suonato noi c’erano circa 30.000 persone ed è stata davvero un’esperienza considerando che abbiamo iniziato da “2 facce da culo”

-Secondo voi come viene visto il rap italiano all’estero?

Squarta: “Non lo conoscono!”

Grandi Numeri: “Il problema che mentre in Francia l’hip hop è un industria, qui in Italia non è così. Questa qua non è musica leggera, è musica fatta da gente che si arrangia.L’altro giorno ero in macchina con un taxista di 60 anni che mi diceva: “A voi giovani d’oggi, come a noi, vi hanno tolto l’arte e la possibilità di arrangiarvi,tipica del nostro paese e del nostro popolo” ed io lo guardavo e dicevo: “forse è pure vero, ma io sto con la musica mia e mi arrangio da solo”, con i miei amici portiamo avanti una storia nostra e cerchiamo di renderla il più possibile il nostro futuro e non c’è nulla di male se le cose crescono. Però potrebbe diventare industria anche per esempio per l’abbigliamento, a qualcuno potrebbe venire in mente di fare un management di hip hop;in Italia c’è molto da fare.

C’è da dire che l’Hip Hop francese è fratello di quello americano, soprattutto perché c’è una matrice culturale mista, in Italia ciò non è concepito e per me questo è un limite, perché va a limitarsi l’universalità della musica; ed in fine l’Hip Hop italiano se non si evolve è perchè TANTA gente parla, parla ma alla fine quando esce un disco non lo compra,se lo copia o se lo scarica. Tutto qua. ”

-Pensate di avere il vostro stile?

Grandi Numeri: “Certo! Noi pensiamo a fare la musica come vogliamo noi, di conseguenza abbiamo un nostro stile, ma è inevitabile questo è per tutti, poi è sempre la gente che definisce se il tuo stile sia valido o meno.

Squarta: “Diccelo com’è il nostro stile; ascoltando i nostri dischi so che è un suono diverso, è lo stile dei Cor Veleno: “nuovo nuovo”. “

Grandi Numeri: “Noi ci sentiamo di essere ricercatori, ogni volta che facciamo qualcosa deve essere sempre nuovo e diverso”

-Ora mi togliete una curiosità, spesso utilizzate termini come: “Tigre” e “Fagggiano” spiegatemi cosa intendete con essi?

Grandi Numeri: “ La tigre è quell’animale che distingue di più il nome Cor Veleno, le tigri pur essendo in estinzione combattono affinché questa tendenza ad estinguersi si capovolga.

Squarta: “Le tigri sono le persone che si appassionano alla nostra musica e ci seguono da sempre, pensa che i fans di Renato Zero sono i “sorcini” i topini, quindi quelli dei Cor Veleno non possono essere che le tigri come minimo.!”

Squarta + Grandi Numeri: “Fagggiano è coglione!”

-Allora passiamo ad altro…raccontatemi un aneddoto simpatico dei vostri primi tempi e uno attuale che vi è rimasto in mente, ad esempio una gaffe ad un live.

Squarta: “Simpatico! Ne abbiamo tanti. Ricordo che ad un concerto c’era uno che cantava tutti i nostri pezzi, poi a metà live ci ha chiesto: fate cicaloni doc” io gli ho detto che non era il nostro; dopo 20 minuti di nuovo “Fate cicaloni doc”e ancora dopo ce l’ha chiesto, inutile ripetergli che non era nostro il pezzo. Oppure quando una volta uno mi ha fermato per un autografo, dopo di ché mi ha guardato e ha detto “Ma tu chi cazzo sei?”. So cose che capitano spesso.”

Grandi Numeri: “Una cosa che ci è successo simpatica è quando durante il tour con Jovanotti, nei pressi di Paestum abbiamo jemmato di brutto con lui ed è stata un’esperienza unica”

-Allora continuando sugli aneddoti, ora uno più serio, parliamo di quando avete cantato con Amir e Tormento nel carcere di Rebibbia, ci sarà qualcosa di simile in futuro?

Grandi Numeri: “Sicuramente, perché la gente che sta in carcere vive in condizioni infami. A noi sta molto a cuore portare qualcosa da Fuori a Dentro e staccare quella concezione negativa che invoglia a convincersi che dentro al carcere ci sono solo cattivi, non è così perché i cattivi sono anche fuori e non hanno le facce da criminali. La musica deve essere una cosa che deve unire, inoltre è un’esperienza positiva ma nel contempo negativo, perché quando è tutto finito tu esci fuori e gli altri rimangono li dentro con tutto i loro cazzi di problemi, ciò ti fa male però ti fa crescere perché ti fa capire che quello che fai ha un senso se viene portato anche in quei contesti.”

Squarta: “Assolutamente si, portare mezz’ora di leggerezza alla gente che è li dentro e che in genere non sorride molto, è la cosa più fica. È una bomba!”

-Durante i vostri primi live, vi sarà capitato di imbattervi nelle così dette groupies?

Grandi Numeri: “Non abbiamo groupy, e comunque quelle che ci sono non le amiamo, nel senso che le vere ragazze che vengono ai concerti nostri se proprio vogliamo definirle sono le baby-metal, che sono tutto tranne che un circolo di groupies. Sono quelle pischelle che non vengono giusto per vedere il proprio mito, oppure perché c’è venuto il fidanzato, ma perché gli piace la nostra musica e l’atmosfera che si crea ad ogni live. Comunque fa strano perché purtroppo da quando abbiamo iniziato a suonare abbiamo notato che le ragazze sono poco rappresentate anche a livello di rap ed è un peccato, perché occorrono anche loro per far crescere la musica.”

-Vi è mai capitato che qualche ragazza o groupies ci avesse provato con voi?

Grandi Numeri: “Si, è successo.

Squarta: “Se è interessata alla musica, scopate il mio CD, te lo prendi e te lo metti in culo di traverso che se sentè di più”

-Come vi comportate con le donne?

Grandi Numeri: “Bene, almeno quello che penso io, male quello che pensano loro!(ahahah!) da un punto di vista “intimo”,mi piace molto la concretezza nei rapporti.Se stiamo assieme non è che debba durare tutta la vita per forza e si deve vivere con sta gogna, però l’importante che anche se non ci sono questi vincoli assurdi, trovare nella concretezza delle cose qualcosa per sognare. Non vuole essere qualcosa di ultra romantico, è bello avere dei rapporti concreti con tutti:in primis con la mia compagna.”

Squarta: “E con questa tua affermazione, rimorchierai una cifra, perché ogni pischella vorrà conoscere questa concretezza che c’hai te!Comunque non se po’ descrivere, fidanzati con Grandi stai due anni e poi lo scrivi te.”

-Avete qualche arma di seduzione:

Grandi Numeri: “Arma?No la musica non è assolutamente un mezzo per sedurre, spero di sedurre una persona per altro”

 

 Squarta: “La musica ti insegna ad essere te stesso e di conseguenza la persona che hai di fronte e vede che sei te stesso a sua volta riesce a liberarsi ed essere se stesso; a volte i rapporti sono fasulli per cui noi siamo abituati ad essere concreti.” (A mio parere, con questa affermazione anche Squarta da oggi in poi rimorchierà tantissimo!)

Grandi Numeri: “Si ed è la cosa che penso che sia più mia, e non è un arma. Una cosa che ho in tutti i rapporti e quando sto con una ragazza adoro la freschezza nel senso di essere se stessi”

 

 

 

-L’argomento ritorna serio, allora vi è mai capitato di ricevere qualche “Palo” (come si dice nel gergo giovanile?) nella vita?

Squarta: “Pali sempre non tutti i giorni ma spesso, a volte prendi i pali ti ritrovi in ginocchio, ti rialzi e costruisci il futuro in base alle tue forze. Oggi siamo noi tre e facciamo un tipo di musica, un tipo di suoni, determinati live perché abbiamo preso molti pali.”

Grandi Numeri: “Soprattutto quando sei a terra e ti rialzi da solo, sai che non puoi contare sugli altri sempre e questo ti da forza.”

-Spesso durante le interviste si parla della vita degli artisti, dei progetti passati e futuri, ma mai di coloro che li hanno concepiti. Bene parlatemi del rapporto che avete con i vostri genitori, ad esempio ancora vi sgridano se fate qualcosa di male?

Grandi Numeri: “No, non ci sgridano parlo anche da parte di Primo perché conosco i suoi da 16 anni, abbiamo dei genitori sui generis, io penso ai miei come persone autentiche nonostante i loro cazzi ed i loro casini e non si vergognano di averli. Mi hanno sempre dato degli stimoli per guardare il mondo da un altro punto di vista, naturalmente ci sono sempre gli scazzi, ma è una questione di carattere e più carattere ci metti nella vita più aumentano gli scazzi.:inevitabile”

Squarta: “La cosa bella dei nostri genitori è che ci hanno creduto un sacco, il padre di Primo lo accompagnava ai concerti a 3 anni e mezzo e si divertiva pure lui, mio padre quando me vede suonà gli scappa la lacrimuccia. E me lo dice io so proprio fiero di te. I genitori di Grandi idem, ci hanno creduto un sacco e ti aiuta un sacco.”

-Come hanno preso la notizia di avere un figlio che voleva fare il rapper?

Grandi Numeri: “Ricordo che ero a casa malato al letto con la febbre ad Ottobre in televisione passarono il video dei RUN DMC “walk this way” . Ricordo che ero solo a casa con mio padre l’ ho guardato e gli ho detto: “ io voglio fare questo nella vita!”, lui mi avrà detto “si va bhè, è la febbre!”ed io ho risposto : “ Si , febbre che puoi toccare (ahahaha)”. Come tutte le persone reali se tu gli dici una cosa del genere a 11 anni, non ti pigliano sul serio pensano si a una fissa di un paio di mesi. Quando poi hanno cominciato a vedere qualcosa di concreto che cresceva, hanno prestato molta più attenzione. Poi sono rimasti solo soddisfatti come tutti i genitori che non tarpano le ali ai figli, ma cercano di vedere qualcosa di diverso in loro.”

-E vengono ai vostri concerti?

Grandi Numeri: “Si vengono e portano lo spirito del rock anni 60-70, la cosa bella dei nostri live è che trovi il ragazzino di 12 anni fino al 50enne, perché comunque avendo fatto molta gavetta in questi anni, quindi avendo suonato anche in contesti esterni all’Hip Hop ora ai nostri live c’è un pubblico eterogeneo.”

-Come vi vedete fra 10 anni?

Squarta + Grandi Numeri: “A fare musica, come adesso!”

-Allora l’intervista è conclusa, volete aggiungere qualcosa, Squarta?

Squarta: “Comprateve il disco che esce il 5 Febbraio, e si chiama “Nuovo nuovo”.

Grandi Numeri: “Il disco è una bomba ci abbiamo messo tutta l’anima,un concentrato di tutte le cose successe in questi anni, belle e brutte. E’ il disco più ZORO

che abbiamo fatto.”

Squarta: “Un saluto ad attentatiterronistici.com che già il nome mi fa paura, però spacca io ci sono andato prima per la prima volta ed è bello ricco da andare a vedere. Cor veleno, ciao!”

Grandi Numeri: “Ragazzi datevi da fare, seguite la gente che vuole portare avanti questa cultura, anche chi sta su di un sito.Serve soltanto credere nelle cose e portarle avanti.”

 

sito ufficiale: www.corveleno.com
 
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